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Elia Bordignon Favero |
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Renato
Tonietto,con questa serie di acqueforti, (Ornamento, Rampicante, Fronde
d’albero etc.), Nell’ambito
di questa tecnica egli trova la sua forma .Al suo inizio, ha frequentato
la Scuola d’arte do Nove, presso Bassano del Grappa, e vicino a
Bassano egli vive ed opera .La città , in età moderna , è un centro
aperto ai paesi tedeschi, che ha nel mondo delle stampe una fonte di
produttività artistica ed economica:dagli interessi di Jacopo Bassano
alla fabbrica dei Remondini,fino all’ottocento neoclassico , con
Volpato, etc. Egli lo ha certo compreso. La scelta di una tecnica non è
causale:è già un mondo,una serie di esperienze alle quali si
aderisce,che offrono insieme stimoli e soluzioni nuove. Nelle
incisioni intitolate “Traccia Arida” Tonietto aveva dato forma ad
immagini oniriche-come Alfred Kubin aveva dato forma ai suoi incubi nel
romanzo “Die andere seite”e nella serie di incisioni che lo
accompagnava. E’ una matrice espressionistica, che sfocia nel
surrealismo, ed ha una radice nordica. In
questa nuova serie di acqueforti Tonietto a prima vista sembra
accostarsi al dato “di natura”: i suoi soggetti non sono più come
prima , larve fantastiche, ma tronchi d’albero, boschi ,fronde,
paesaggi.A ben vedere, tuttavia, il dato è assunto con un’attenzione
talmente forte al dettaglio, da far apparire questi soggetti come frutto
di un’ottica iper-realistica, visionaria.Dove lavora ,Tonietto ha
intorno la campagna: ma non la sente come un dato visivo di
comunicazione immediata. Sembra vederla,nelle sue incisioni, con una
lente che la rende all’ennesimo ingrandimento, con una luce ed un
segno che indagano , come un bisturi . Qualcosa di iper-attento. Una
precisione antica, da tavola anatomica. Emerge una grande esperienza
tecnica, una somma di ricerche consumate. E alla fine emerge
un’immagine quasi araldica, senza tempo. Senza
dubbio l’immagine, per Tonietto, è un luogo di comunicazione
insostituibile, al fine di formare ed accrescere la propria capacità di
comprensione- non certo al fine strumentale, oggi dilagante,di vendere
un prodotto. A
mio giudizio egli cerca, in queste sue incisioni, un’immagine inedita,
al di là di quelle dei mass-media:questa immagine la isibisce in una
dimensione feticistica e voyeristica. Non raffigura forne aperte,
paesaggi prospettici:taglia gli alberi in tronchi, e li passa
all’anatomia, taglia le inquadrature spaziali, per restringere
l’ottica, ed esibire il tutto in un’evidenza lenticolare ed
ipnotica. Con
la tecnica secolare dell’incisione egli attua , più che una
rappresentazione, un “gesto visivo” dai tempi lentissimi. Questo è
oggi il momento del suo percorso artistico, carico di seduzione e di
sviluppi futuri. Castelfranco Veneto, settembre 2003. |
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